Stefania Lagatta




Stefania Lagatta: Recensioni

Stefania Lagatta: opere e dipinti Ruggero Valentini, critico e storico dell'arte

Abbandonate le esperienze pittoriche strettamente legate ai canoni di un verismo accademico ed un po' stereotipato, che tuttavia devono sempre costituire una tappa insostituibile per ogni artista serio, è soprattutto sulla figura umana che si orienta la più recente produzione pittorica di Stefania Lagatta, giovane pittrice romana. I suoi personaggi, pur rimanendo nell'ambito di un figurativo vicino alla realtà, sono infatti interpretati in chiave più psicologica che formale, più intimistica che estetica. È proprio in questo senso che ci appare interessante il suo impegno di ricerca. Ciò che immediatamente colpisce è la drammaticità di certi attegiamenti che, nei nudi femminili, si manifesta attraverso contrastanti sensazioni di abbandono e di tensione, di speranza e di paura, di agognata liberazione e di malinconica rassegnazione. Nelle figure maschili, tutte queste emozioni risultano ulteriormente accentuate tanto da sfiorare punte di vera disperazione che sembrano preludere addirittura a tragiche conclusioni esplicitamente annunciate anche se non espresse.
Anche le scelte cromatiche contribuiscono a creare quest'atmosfera. Gli incarnati sono, il più delle volte, pallidi e diafani in aperto contrasto con gli aranci intensi ed i rossi degli sfondi o degli oggetti che completano le composizioni. Sarebbe tuttavia un grossolano errore se, dopo queste considerazioni, si volesse concludere che Stefania Lagatta, sia come pittrice che, conseguentemente, come donna, avesse definitivamente rinunciato a credere nella vita e stesse precipitando sempre più nel baratro di un tetro pessimismo senza ritorno. Sono invece proprio questi colori solari inseriti di forza, tutte quelle luci così violentemente volute che, se ancora non riescono a coinvolgere attivamente i personaggi, rappresentano la più evidente voglia di apertura. Un atto di fede, anche se non privo di difficoltà e di contrasti, nei confronti di un futuro più positivo e sereno per il quale vale la pena di lottare. In alcune opere l'allusione è ancora più esplicita perché, non essendo sintetizzata in un unico personaggio, ma distribuita in più elementi, ciascuno dei quali con un preciso valore simbolico, rende più chiaro e completo il messaggio dell'autrice. Un messaggio in sintonia con la sua natura sensibile che soffre per tutte le storture del mondo, ma che crede ed aspira a quanto di buono la vita è comunque in grado di offrire. Un contenuto semplice in apparenza, ma estremamente complesso in realtà, perché riguarda l'intera sfera esistenziale dell'umanità contemporanea malata di nevrosi collettiva, disorientata dalle sempre più numerose insicurezze, frastornata dal proliferare dei nuovi, effimeri miti. Chiaramente il compito che la pittrice si è assunta è molto difficile perché affrontando questo genere di tematica, si può facilmente cadere nel banale, nello scontato, o, ancora peggio, perdere di vista il gusto del bello che, in termini di arte, deve essere sempre presente anche quando vengono affrontati gli argomenti più scabrosi. Poiché, però, nelle opere di Stefania Lagatta tutti questi fattori negativi sono stati evitati ed anche se sarà necessario da parte sua molto impegno che le permetterà di conseguire più scioltezza e raggiungere una maggiore maturazione del segno, sono convinto che 1'artista sia sulla buona strada e sarà molto interessante seguirla nel suo pittorico divenire.