Stefania Lagatta




Stefania Lagatta: Recensioni

Stefania Lagatta: opere e dipinti Leone Orkes, critico d'arte

Ho dei pesci muti dentro un vaso di cristallo, non riesco a capirli... afferro però il senso del mio sadismo a tenerli braccati dentro una trasparenza inesistente: Prigionia... A volte penso che li porterò al lago, sarà un gran giorno... Forse la pittrice che sto presentando è arrivata su quel greto con le opere che oggi espone. Finalmente si libera dell'accademia, della maniera, del volersi a tutti i costi sentire partecipe ad un modello comune, da tutti inteso, o quasi tutti, nella ricerca di consensi, di gratificazione che poi in fondo, dopo non l'appagano... Perchè lei non è cosi, o meglio, non solo così. E' dirompente, è inquietante, è stanca della strada comune, dell'acconcio, dell'ammiccamento. E' forte e sensuale, tenera ed appassionata, volitiva e vera. La vita è lotta, la maternità è guerriera, la donna è un soldato pronto alla guerra e l'affermazione di sé, come l'accettazione della propria sessualità è strada irta d'agguati e battaglie. Il sapersi riconoscere in prima istanza in sé stessa e poter confrontare attraverso gli altri i propri sentimenti, le proprie sensazioni, i propri pensieri è estenuante guerra di trincea. Eppure la vitalità che ci propone con la sua tavolozza dai colori puri, è calda e sensuale, non più ragionata su una metrica estetica, ma grida una realtà che cruda si propone per quello che è senza finalmente la paura di essere... fraintesa.
Si, domani, anzi domenica, andrò sul greto del lago... comincerò dai miei muti pesci rossi.